Pollo Con I Peperoni

POLLO ALLA ROMANA CON PEPERONI

A Roma, soprattutto nella zona dei Castelli, si era soliti preparare il pollo con i peperoni per il pranzo di ferragosto. Oggigiorno dato il rapporto privilegiato che i romani hanno con pollo e abbacchio è un piatto da gustare tutti i giorni in qualsiasi stagione. Questa è una delle ricette romane più colorate e dal sapore intenso. In questo piatto il gusto del pollo si sposa con quello dolce dei peperoni e dei pomodori
E’ un piatto che profuma d’estate ma è così buono che noi dell’osteria cacio e pepe lo prepariamo tutto l’anno.

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AFFETTATO MISTO di salumi amatriciani

Si tratta di una selezione di prosciutti, salumi e specialità tipiche regionali tipiche del territorio amatriciano, più precisamente dell’Appennino centrale, in una splendida conca verde tra i Parchi Nazionali dei Monti della Laga e dei Monti Sibillini, zona ricca di natura e tradizioni

Carciofi alla Romana

Carciofi alla romana

Il carciofo è sempre stato un ortaggio molto apprezzato ed utilizzato nella cucina romana sia come antipasto o contorno sia come accompagnamento alle classiche ricette come la coratella.
In alternativa al carciofo alla romana ricordiamo anche il carciofo alla giudia, un altro piatto tipico della gastronomia romana. Le origini del piatto sono ancora una volta, da ricercarsi nell’antichità quando, per sfamarsi, i contadini utilizzavano ciò che la terra metteva loro a disposizione: in questo caso i carciofi.
Per la preparazione servono ovviamente i carciofi (del tipo romaneschi o violetti), aglio, limone, mentuccia romana, sale, pepe, olio extravergine d’oliva.
Vengono tagliati i carciofi e lasciati a bagno con acqua aceto e limone in modo da evitare l’ossidazione degli stessi. Successivamente vengono stufati in un tegame con l’aglio, la muntuccia, sale, pepe e l’olio extravergine d’oliva.

Carciofi alla giudia

Carciofi alla Giudia

La storia di questo piatto ci riporta indietro nel tempo e il luogo d’origine nel ghetto ebraico di Roma. Qui, le massaie ebree preparavano questo piatto semplice ma gustoso che veniva mangiato in particolar modo nel periodo della ricorrenza di Kippur.
Kippur, chiamata anche festa dell’espiazione, è un giorno di digiuno totale, in cui ci si astiene dal mangiare, dal bere e da qualsiasi lavoro o divertimento e ci si dedica solo al raccoglimento e alla preghiera. Dopo avere passato 24 ore di digiuno, gli ebrei solitamente mangiavano i carciofi che per questo motivo furono chiamati “alla giudia”.
La sua preparazione è abbastanza semplice, dopo aver accuratamente pulito il carciofo bisogna cuocerlo nell’olio bollente una prima volta, e dopo aver aperto delicatamente le foglie procedere con la seconda cottura sempre in olio bollente.

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Abbacchio al forno o alla scottadito

Sull’origine del termine ci sono discordanze, la teoria legata alla tradizione romana deriva dal termine abbacchiare, nel senso di abbattere, uccidere con il bastone. Questo verbo è tuttora in uso nel dialetto romanesco (ad es.abbacchiato), nel senso di persona abbattuta, affranta.
Gli agnelli o abbacchi originariamente erano destinati alla mensa dei giudei e a quella dei meno abbienti perché la loro carne era considerata di basso livello.Oggi la tradizione culinaria romana, insieme a quella Abruzzese e sarda, vede l’agnello offerto non solo nel periodo pasquale o natalizio ma tutto l’anno.
L’abbacchio al forno viene rosolato con aglio, rosmarino, aceto, sale e pepe. L’abbacchio alla scottadito è preparato esclusivamente con le costolette unte, salate e pepate e cotte sulla griglia. quest’ultime si mangiano subito, ben calde, con le mani e da qui il nome “scottadito”.

Trippa alla Romana

Trippa alla romana

La trippa alla romana è un piatto povero, ma molto sostanzioso della tradizione popolare. In Italia, molte regioni hanno la propria ricetta per preparare la trippa, ma ovviamente all’osteria cacio e pepe viene preparata la trippa alla romana.
Gli ingredienti che caratterizzano la trippa alla romana, differenziandola dalle altre, sono il pecorino romano e la mentuccia.

Coda alla Vaccinara

Coda alla vaccinara

La coda alla vaccinara è uno squisito piatto della cucina romana povera: la sua origine è da cercare nelle osterie dell’antico quartiere romano in cui abitavano i Vaccinari, cioè coloro che macellavano i bovini.   La coda in pezzi viene fatta stufare per lungo tempo, a fuoco basso e coperta, con un trito di verdure e pomodori pelati. La lunga cottura permette al sugo di insaporirsi molto bene ed è usanza condire con esso i rigatoni, così da avere con una preparazione un primo ed un secondo piatto.
La coda alla vaccinara è un piatto succulento e rustico: la prova che la cucina della tradizione resta sempre la migliore!

Amatriciana

Bucatini all’amatriciana

la ricetta originaria  di Amatrice, la cui antenata è la gricia (ovvero senza pomodoro), possiede una lunga ed antica tradizione legata al territorio e prevederebbe gli spaghetti anzichè i bucatini, come anche indicato nei cartelli Comunali all’ ingresso della città di Amatrice  ” Amatrice, Città degli Spaghetti all’ amatriciana “. Nell’Ottocento e sino all’inizio del novecento la popolarità della pietanza a Roma si accrebbe considerevolmente. Questo avvenne a causa degli stretti contatti fra la città eterna ed Amatrice. A quei tempi parecchi osti e i trattori della città erano originari di Amatrice, così che il termine “Matriciano” venne a significare “locanda con cucina”. L’Amatriciana fu estremamente bene accolta e – anche se nata altrove – venne rapidamente considerata un classico della cucina romana con l’ormai classico abbinamento con i bucatini.